L’efficacia del Gruppo nell’epoca della crisi

 

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Viviamo in un momento storico e sociale molto difficile.

Nell’epoca della crisi e del panico, di fronte alle problematiche economiche e politiche ed ai relativi risvolti sociali, emergono con forza il bisogno di aggregazione, appartenenza, di condivisione e solidarietà tra le persone.

In questo contesto è importante più che mai, valorizzare e promuovere il benessere, nella maniera più efficace ed economica ed oggi, come in passato, il gruppo risulta essere uno degli strumenti migliori e più potenti.

Il lavoro di gruppo può essere concepito come un “incubatore di idee e di prospettive”, qualificandosi come uno strumento capace di stimolare modi nuovi di affrontare ed approfondire tematiche di diversa natura, in un’ottica positiva e creativa. E’ la fucina entro la quale possono prendere forma nuove strade e nuove possibilità, perseguibili nel qui ed ora, in un clima di fiducia ed accettazione reciproca.

La persona cosi’ non solo può acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie risorse e dei propri meccanismi di funzionamento ma può mettere a frutto in maniera creativa le proprie capacità ed utilizzarle al meglio, sbloccando risorse preziose ed estremamente utili, soprattutto in un contesto sociale e relazionale caratterizzato da  incertezza, frammentarietà e mancanza di prospettiva.

Il gruppo mobilita le emozioni, dando loro una direzione ed un significato. Le energie del gruppo sostengono l’individuo e le energie dell’individuo sostengono il gruppo, offrendo la possibilità di affrontare argomenti diversi, di tipo personale e/o relazionale, in funzione dei bisogni e delle riflessioni che man mano emergono dal gruppo stesso (ansia, stress, autostima, lavoro, coppia, famiglia, crisi, problematiche sociali, relazioni interpersonali etc….) e che nel gruppo si trasformano e danno avvio ad alternative potenziali.

Il sasso per la minestra

 

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In un villaggio una donna ebbe la sorpresa di trovare sulla soglia di casa uno straniero piuttosto ben vestito che le chiese qualcosa da mangiare.

“Mi dispiace,” ella rispose “al momento non ho in casa niente.”

“Non si preoccupi,” replicò lo sconosciuto amabilmente” ho nella bisaccia un sasso per minestra; se mi darete il permesso di metterlo in una pentola di acqua bollente, preparerò la zuppa più deliziosa del mondo. Mi occorre una pentola grande, per favore.”

La donna era incuriosita.

Mise la pentola sul fuoco e andò a confidare il segreto del sasso per minestra a una vicina di casa. Quando l’acqua cominciò a bollire, c’erano tutti i vicini, accorsi a vedere lo straniero e il suo sasso.

Egli depose il sasso nell’acqua, poi ne assaggiò un cucchiaino ed esclamò con aria beata: “ Ah, che delizia! Mancano solo delle patate.”

“Io ho delle patate in cucina,” esclamò una donna.

Pochi minuti dopo era di ritorno con una grande quantità di patate tagliate a fette, che furono gettate nel pentolone.

Allora lo straniero assaggiò di nuovo il brodo.

“Eccellente,” gridò.

Poi però aggiunse con aria malinconica: “Se solo avessimo un po’ di carne, diventerebbe uno squisito stufato.” Un’altra massaia corse a casa per andare a prendere della carne, che l’uomo accettò con garbo e gettò nella pentola.

Al nuovo assaggio, egli alzò gli occhi al cielo e disse:” Ah, manca solo un po’ di verdura e poi sarebbe perfetto, veramente perfetto!”

Una delle vicine corse a casa e tornò con un cesto pieno di carote e cipolle.

Dopo aver messo anche queste nella zuppa, lo straniero assaggiò il miscuglio e dichiarò in tono imperioso: “Sale e salsa.”

“Eccoli.” disse la padrona di casa.

Poi un altro ordine: “ Scodelle per tutti.”

La gente corse a casa a prendere le scodelle.

Qualcuno portò anche pane e frutta.

Poi sedettero tutti a tavola, mentre lo straniero distribuiva grosse porzioni di zuppa.

Tutti provavano una strana felicità, ridevano, chiacchieravano e gustavano il loro primo vero pasto in comune.

In mezzo all’allegria generale, lo straniero scivolò fuori silenziosamente, lasciando il sasso miracoloso affinché potessero usarlo tutte le volte che volevano per preparare la minestra più buona del mondo.